Torinese, 37 anni ma me ne sento addosso almeno il doppio. Tuttologo convinto, mi occupo di, più o meno, di comunicazione e web. Divido la casa con Bree, la gatta che mi corregge gli errori di ortografia. Mi piace piegare i cucchiai con la forza del pensiero e sono convinto che chi fa i cannoli siciliani con il latte vaccino meriti di rimanere bloccato in ascensore con Bruno Vespa.
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La catapulta infernale non potevano certo farla Cassano e Balotelli. #brasile2014 #mondiali #igerstorino

La catapulta infernale non potevano certo farla Cassano e Balotelli. #brasile2014 #mondiali #igerstorino

Se solo Prandelli avesse convocato loro. #brasile2014 #mondiali #igerstorino

80 anni di sfighe e incazzature. Ma rimane il mio beniamino di sempre. Alla faccia dell’antipatico topo saccente. #igerstorino #comics

A me gli occhi #cats #igerstorino #magnetismoanimale

Bene. Scopro che oggi si celebra lo #starwarsday. Ecco il mio contributo. E - ça va sans dire - che la forza sia con voi.

Piccole soddisfazioni mondiali #igerstorino #figu

La mia collega e amica Romina domenica scorsa approfitta della bella giornata e porta i figli in un parco fuori città.

Mentre lei è impegnata con la figlia più piccola, assiste in disparte a un siparietto che vede protagonista Edoardo, il pargolo più grandicello, ormai fiero e autonomo cinquenne.
Il nostro giovane eroe si avvicina a una di quelle tipiche casette-gioco sistemate nei giardini, ma mentre fa per salire su, si imbatte in due ragazzetti tra gli otto e i nove anni che, tipo bravi di Don Rodrigo, gli sbarrano la strada.
Il Griso: dove credi di andare?
Edo: volevo solo salire su. Potete farmi passare?
Il Griso (con fare insolente): Io e il boss non ci spostiamo di qua. Se vogliamo rimaniamo anche 5, 10 minuti. Pure tutto il giorno.
Ora, il presunto Boss è un bambino un po’ ciccio che ricorda Pugsley della Famiglia Addams. Come tutti i capi che si rispettano, resta leggermente defilato, senza appulcrare verbo. Ma - pur privo di occhiali da sole - emana carisma e sintomatico mistero.
Il piccolo Edo cerca di farsi coraggio e ribatte, non senza qualche incertezza: io ho un cugino di 9 anni.
E qui bisogna proprio aprire una parentesi su questa figura quasi mitologica, peraltro raffigurata in modo imperituro da uno dei tanti capolavori di Elio. Credo che nel corredo culturale - e forse genetico - degli italiani ci sia un richiamo ancestrale a questo personaggio a metà strada tra Batman e Matteo Renzi. Un deus ex machina in servizio attivo permanente sempre pronto a intervenire quando c’è un torto o un sopruso da vendicare. Dalle mie parti, per rendere ancora più spaventosa la minaccia, bisognava ascrivere al cugino una provenienza topografica che innalzasse il livello di terrore, tipo Porta Palazzo o Falchera. Ricordo che alle medie un compagno di classe intimoriva continuamente mezza scuola vantando un presunto cugino di via Bologna, che, a 14 anni, aveva già commesso più reati di Vallanzasca.
Il Griso, evidentemente già avvezzo a questo genere di affronto, risponde in maniera perentoria, puntando il ditino à la Simona Ventura: tuo cugino è una faccia di merda! [8 anni, eh].
Il piccolo Edo prova a questo punto a far valere la forza della ragione: ma voi neppure lo conoscete, mio cugino!
I bravi accusano l’apodittica fondatezza dell’affermazione. In effetti no, non lo conoscono questo incombente cugino. Il volto di Pugsley è leggermente increspato da una ruga di preoccupazione. Ma dura un attimo e subito il Griso torna all’argomentazione originaria, alla marcatura del territorio: se vogliamo rimaniamo anche 5, 10 minuti. Pure tutto il giorno.
Il nostro piccolo eroe, sopraffatto dall’arroganza della baby gang, rinuncia un po’ mortificato a salire sulla casetta, con unico pensiero che riecheggia nella sua mente: ma dove cazzo sta mio cugino quando c’è bisogno di lui?

Il 20 germinale dell’anno CCXXII si ricomincia a leggere su carta #ArmatadeiSonnambuli

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Si parla di mestieri strani, e qualcuno tira fuori la storia - balzata alle cronache qualche anno fa - del tipo pagato da Jennifer Lopez per inturgidirle i capezzoli durante i concerti.
Irrompe quindi nella discussione la collega Y: ma sapete che una mia amica aveva un cane che faceva la stessa cosa?
IO: Scusa…non capisco.
Y: Sì, giuro. C’era questo dalmata che aveva il vizio di mordicchiare i capezzoli.
Ed era pure innamorato di me, quindi avevo il mio bel da fare per tenerlo a bada.
IO: Ah.
Y: Sì sì, inoltre era pure sordo quindi dovevo spaventarlo senza far rumore.
[…]

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Da qualche mese in agenzia c’è un giovane stagista, che, come spesso avviene, viene trattato con un po’ di sufficienza da alcuni colleghi.

La collega Y si sente quindi in dovere di richiamare gli altri a un comportamento meno ostile nei confronti del ragazzo e li invita pertanto a non fare del NEPOTISMO nei suoi confronti.
IO: Scusa, come del nepotismo?
Y: Beh, che cosa vuoi? Si dice così, no?
IO : Non è che intendevi “nonnismo” per caso?
Y: Ehhh, vabbé. Mi sono sbagliata. Come quella volta che pensavo che l’onanismo fosse qualcosa che riguardava i nani.
[…]

La PacStiera napoletana #igerstorino #office

Rumble in the jungle

 VIVA VIVA EL GOLEADOR

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In pausa pranzo si ama spesso discutere delle dinamiche sentimentali che vedono protagonisti (diversamente) giovani uomini e (diversamente) giovani donne. 

Oggi si parlava di due di picche, dati e ricevuti. Soprattutto ricevuti. Nel bel mezzo della conversazione, un mio giovane collega (X) - lo stesso che attribuisce il suo scarso successo con le ragazze all’esplosione di Chernobyl - ci rende partecipi di una struggente confessione:
X - In prima media ho lasciato la mia amichetta del cuore in cambio di mille lire.
COLLEGHI [piuttosto allibiti] - Come, in che senso?
X - Sì, un mio compagno di scuola mi promise che, se avessi lasciato questa ragazza, mi avrebbe regalato mille lire.
COLLEGA Y - Ma l’ha fatto perché voleva mettersi lui insieme alla giovane fanciulla?
X - No. Assolutamente. Non c’era una ragione particolare.
IO - Scusa, ma al di là della discutibilità etica del tuo comportamento, non erano un po’ poche mille lire per una decisione di questo tipo?
X - Beh…non so, sono passati tanti anni.
IO - Sì, ma mica parliamo dei tempi del collega Y, quando con mille lire ci compravi un’automobile. A me sembrano comunque pochi spiccioli.
X - Mah, sarà. Io però ci potevo comprare almeno 10 caramelle Goleador.
COLLEGHI - […]

Il TOPO(LO) DELLE LIBERTÀ

Forse non lo sapete, ma un mio giovane collega - lo stesso che, per inciso, viene ripetutamente investito per strada - condivide la casa con un amico felice possessore di un serpente. 
Il simpatico rettile, che si chiama Alpacino, viene nutrito a frequenza bisettimanale con dei topi, anzi dei ratti, che vengono introdotti ancora vivi nella teca. 

Oggi, il giovane collega (X) mi confida che ieri si è verificato un episodio piuttosto bizzarro: il topo si è ribellato.

IO - Scusa, in che senso?
X - Beh, appena abbiamo inserito il ratto nella teca, questo ha subito attaccato il povero Alpa.
IO - […]
X - Sì, ha cominciato a morderlo. Alpa, spaventatissimo, si è rincantucciato in un angolo: ma il il ratto continuava ad azzannarlo.
IO - E quindi?
X - Quindi abbiamo deciso di estrarre il topo dalla teca per evitare al serpente guai peggiori. Ma non era così facile.
IO - Sì, immagino…
X - Il ratto era imbufalito. In teoria, se gli pinzi la coda, si dovrebbe paralizzare. 
IO - Ah, non lo sapevo. Non sono esperto di ratti.
X - Sì sì. Ma questo non si bloccava, anzi ha cominciato a roteare vorticosamente
IO - Ah, certo il topo derviscio…
X - A un certo punto si sono messi in tre, tra cui uno che manco sapevo chi fosse. E infine sono riusciti a bloccarlo e a tirarlo fuori dalla teca.
IO - E cosa ci avete fatto?
X - Bah, aveva lottato valorosamente quindi si era meritato la libertà.
IO - Sì, proprio come un gladiatore affrancato. Giustissimo. Concordo.
X - Solo che non sapevamo cosa fare, così l’abbiamo messo in una scatola.
IO - E la scatola dove l’avete messa?
X - Nella spazzatura.
IO - Scusa?
X - Beh, sì. Era una scatola sottile. Sicuramente sarà riuscito a conquistarsi la libertà.
IO - [„,] Vabbè…e il serpente?
X - Eh, in effetti Alpacino non mangia nulla da svariate settimane. Anche il topo dell’altra volta: l’aveva strozzato senza però mangiarselo. Però non mi preoccuperei più di tanto.
IO - E perché? Poveraccio, sarà affamato.
X - No, ho sentito che i serpenti a volte raggiungono un equilibrio che gli permette di rimanere serenamente a digiuno per molti mesi. Magari anche anni.
IO - Ma ne sei sicuro?
X - Sì.
[…]